Ho incontrato.. Giovanni CURTO

di Lino NATALI

  • Parlaci un po’ del tuo percorso artistico

Da giovanissimo ho cominciato a percorrere il fascinoso cammino dell’arte. Era per me essenziale comunicare attraverso un linguaggio non verbale, il disegno e la pittura mi appartenevano, inconsapevole che l’arte sarebbe stata da li a venire “ il tormento e l’estasi”.
Ho frequentato il liceo artistico e l’accademia di belle arti che non ho mai portato a termine per non scendere a compromessi con il mio modo di essere e il mio modo di intendere l’arte.
Avevo già scelto la mia strada e quello che artisticamente mi affascinava. E’ stato l’incontro con un filosofo e delle sue intuizioni a trasportarmi sulla via della concettualità e tramutare i pensieri in colore, così ho aderito al movimento “pittura mineralica” nato a Catanzaro e destinato a vedere la realtà con altri occhi.
Lo studio geologico della natura, della teologia, dell’energia esoterica visti attraverso i cristalli, le gemme preziose, i geodi, i litoidi, gli implosi nella loro trasparenza e purezza.
Un ritorno forte al colore caratterizza le opere mineraliche. Durante l’unica mostra-convegno del gruppo sulla “pittura mineralica” il caposcuola del Nouveau realisme italiano Mimmo Rotella in un suo intervento dichiarava:

“… per mancanza di idee oggi c’è una crisi dell’arte contemporanea, per cui tanti artisti sono propensi alle imitazioni ispirate alle trovate Dada (scandalo e provocazione); oggi mi trovo a vedere una mostra di pittura con fantastiche e originali idee”.

Da li a poco e in piena autonomia intellettuale ho percorso vie alternative pur restando ancorato alla bellezza coloristica e classica del modello originario.
L’evoluzione nel corso degli anni è stata inevitabile.
In questa fase, la pittura oscilla tra il sensorio corporeo e il sensorio spirituale.
Alcune mostre come:

“Incorporeità e trasparenze”,
“Alchemico Ulisse”,
“L’altra realtà”,
“ La via della luce”,
“La notte dei cristalli”

hanno segnato un momento di grande ritorno ai classici per il culto della forma e del colore ma che sono del tutto nuovi i nei significati e nelle interpretazioni della sensibilità dell’uomo di ogni tempo.
Poi negli anni la sintesi e la frantumazione dell’immagine, la ricerca della materia e dell’antimateria, la pura astrazione in una proiezione cosmica di colore e calore sentendomi parte dell’universo.
L’ultima mia mostra “L’irreale bellezza” racchiude tutti gli sforzi intellettuali e pittorici cercando di cogliere quella realtà extraempirica che gli occhi da soli non possono vedere, realizzare, rappresentare e spiegare.

  • Ogni tuo dipinto richiede molti mesi per essere ultimato. Cosa comporta il passare così tanto tempo in studio?

Lo studio è il rifugio, l’allontanamento dalla realtà sensibile, è un luogo di assoluta libertà inventiva, uno spazio di ricerca, un laboratorio mentale dove il tempo è senza tempo, riflettere con se stessi, cercando d’indagare le parti più nascoste della coscienza e tramutare il tutto in colore e luce.

I fanciulli del cristallo
  • Lavori su una sola opera per volta o ne porti avanti diverse contemporaneamente?

Ho provato a volte l’esigenza di dipingere più opere contemporaneamente, forse lo farò ancora, ma, preferisco concentrarmi su singole tele.

  • Ci sono soggetti e dei colori dominanti nelle sue opere?

Sono attratto dalla ricerca antropologica, quell’origine ben custodita nella tensione dell’atto pieno in cui sboccia la vita, dal miracolo del cristallo, quell’erompere discreto della viva figura dalla silente pietra. Ed è sempre rimando, mai meta! Rimando a nuovo ulteriore, incessante cammino lungo il quale, la Forma si infrange e si libera dai gravami della realtà materiale nell’astrazione più pura o si combina con essa e diventa luce.
La mia è una tavolozza che comprende tutti i colori dell’iride, non ho un colore dominante, cerco sempre soluzioni nuove e purezza, cercando di dare ai colori la giusta dignità espressiva .

  • Quale tecnica prediligi?

Sicuramente la pittura a olio.

  • La Storia dell’Arte è ricca di movimenti, correnti, tecniche e stili diversi, a quale periodo appartengono gli artisti che più ammiri?

Non è semplice rispondere a questa domanda, la bellezza dell’arte nella storia ha in qualche modo influenzato tutti gli artisti partendo dalle pitture paleolitiche ma ci sono dei periodi che mi affascinano da sempre, tutto il mondo classico.
L’arte barocca con Michelangelo Merisi. Ricordo che adolescente visitai la chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma e rimasi folgorato e immobile davanti alla magia dei dipinti di Caravaggio e la sua ricerca della luce.
Il mondo metafisico e surrealista. L’astrattismo lirico.

I fanciulli di Atlantide
  • Cosa ne pensi degli strumenti digitali? Li usi?

La tecnologia è parte integrante del nostro tempo, uso gli strumenti digitali quando servono. Ho grande rispetto per l’era digitale o per chi usa questo mezzo per fare arte, ma preferisco stare davanti un cavalletto, davanti la tela bianca e darle vita, la tavolozza, i pennelli, sentire l’odore del colore, sporcarmi di colore, l’atto della creazione… penso che tutto questo non può essere sostituito da strumenti digitali.

  • Cinema e letteratura; in che rapporti sei con questi linguaggi?

Come la pittura sono linguaggi universali.
Con il cinema mi sento in stretto rapporto, parliamo di esseri umani eletti, di quegli spiriti capaci di cogliere e interpretare in modo universale eventi umani e storici avvolgendomi nelle atmosfere visionarie proprio come avviene nelle grandi opere letterarie.
Mi viene in mente Dante e i tre regni ultrasensibili; Ariosto e il suo Senso di “meraviglioso”, l’anima vagante del Werther goethiano; il senso della natura dannunziana; la forza della poesia pura e primigenia della Bibbia.
Il poeta Camillo Sbarbaro in ”Trucioli” sente la sua mineralizzazione, la sua fortificazione. Quindi i Cristalli sono Anima, sono provvidenza manzoniana, sono “il non esserci” degli epigrammi di Caproni, sono ”il potere” nella lezione di Oriana Fallaci e di Eugenio Montale, il “nulla eterno” foscoliano.
Voglio concludere questa mia riflessione con uno dei pensieri di Leonardo da Vinci “L’attimo è fuggevole”: <> come la ricerca senza tempo degli uomini: l’eterno Ulisse che abita in ognuno di noi.

  • Ascolti musica mentre lavori? se si che genere?

Certamente, la musica è la compagna che mi accompagna nel mio viaggio dell’arte. Sono molto selettivo nell’ascolto e i miei generi musicali sono il trasporto della musica classica e l’energia del rock.

  • Cosa significa per te essere pittore oggi?

Oggi viviamo in un mondo che corre troppo veloce, bisognerebbe fermarsi e gustare gli attimi della vita, guardare la natura, e sentirsi parte integrante dell’universo. L’arte dovrebbe far riflettere,educare. Essere pittori oggi è essere eroi.

La costellazione della bellezza
  • Su cosa stai lavorando in questo momento?

Non sempre si dipinge, si attraversano momenti di riflessione, non ho mai forzato la mia creatività perché non so da dove viene, lo vorrei scoprire. In questo momento sto lavorando su me stesso, sto cercando ispirazione indagando fino in fondo la mia anima per raccontare ancora.

  • Pensi che il tuo talento sia qualcosa di innato o che sia il frutto di tanto lavoro?

Sicuramente ho un dono innato, penso comunque che solo con il lavoro e la ricerca nel tempo fanno si di essere considerati artisti.

  • Qual’è il messaggio implicito nelle tue opere, cosa vuoi trasmettere?

Le mie opere cercano mondi puliti, trasparenti, un ponte immaginario verso un mondo migliore, tuffi nel colore dove non c’è tempo e spazio. Vorrei trasmettere spiritualità senza nessun legame religioso nella ricerca etica ed estetica della bellezza in tutte le sue forme.

Calipso

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