2003 – LA CIMINIERA 05_06 – ANNO VIII

2003 LaCiminiera VIII - 05_06
La Ciminiera n. 05_96 del 2003 – LEGGI

Civiltà del Mediterraneo

Questo numero de “la Ciminiera” segna la ripresa, da parte dell’Associazione, delle attività a carattere culturale, dopo la pausa per le vacanze estive.
Un’estate che è stata fra le più calde ed afose di sempre, ma, con sommo rammarico di molti, il mare, il sole e le vacanze sono ormai un ricordo lontano, una nuova stagione lavorativa si è aperta da poco e l’Associazione ha riaperto i battenti con una serie di iniziative che, in stretta continuità con l’attività passata e con le iniziative caratterizzanti l’opera del C.S.B. fin dalla sua costituzione, si orientano verso una più ampia e approfondita conoscenza della nostra terra e del Mediterraneo, culla della civiltà occidentale.
Il mese di settembre del Centro Studi Bruttium è stato caratterizzato da due conferenze, organizzate per le giornate del 16 e del 30 c.m.., in stretta correlazione con le attività culturali già realizzate negli  anni precedenti, in particolare con il convegno “Antiquitates historicae” tenutosi nell’ottobre 2002, convegno dedicato alla Preistoria della Calabria e, in particolare,  dello Stretto del Golfo di Squillace.
Come promesso in tale sede, il progetto di  studiare la storia e la preistoria antica della Calabria inserendola nella realtà della cultura antica mediterranea non si è fermato, ma si è anzi sviluppato in una direzione più ampia ed articolata: le due conferenze realizzate, con la compartecipazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, nell’Auditorium “Pino Grillo” dell’Associazione, con ampio riscontro di pubblico e di interesse da parte dei mass media regionali e nazionali, si integrano perfettamente nel progetto sopra indicato e, contemporaneamente, gettano un ponte verso il futuro della ricerca storico-archeologica sul territorio e in ambito mediterraneo.
Due conferenze, dicevo: la prima legata alla storia del Mediterraneo inteso come spazio in cui i popoli vivono, si incontrano e mettono a confronto idee, progetti, risorse, culture, un percorso, dunque, sulle rotte del Mediterraneo, anche attraverso la visione di un documentario dedicato all’archeologia subacquea in Calabria.
La seconda, invece, è  stata dedicata alle conoscenze astronomiche dei popoli antichi, ai monumenti e agli edifici costruiti con interessanti allineamenti astronomici che gettano una luce nuova (ed a volte  inquietante) sulle conoscenze, non solo astronomiche, delle popolazioni primitive. In questa occasione è stato ospite dell’Associazione il prof. Adriano Gaspani, astrofisico e docente alla cattedra di archeoastronomia all’Università di Milano, esperto in archeoastronomia come testimoniano i numerosi articoli e volumi dedicati al complesso argomento. Sempre nella stessa occasione, l’archeologo Roberto Murgano ha presentato uno studio da lui portato a termine che propone una nuova interpretazione del ruolo della Sfinge e in generale dei culti solari e stellari nell’Antico Egitto e il dr. Domenico Raso, conoscitore della storia delle nostre Serre, ha dato una personalissima interpretazione dei culti e dei popoli di queste zone.
Il successo che il pubblico in sala e i mass media hanno tributato ad entrambe le iniziative ritengo sia dovuto principalmente alla consapevolezza che oggi, ormai cittadini europei, abbiamo sempre il piacere di immaginare e credere che la nostra cultura attuale abbia radici in tempi remoti e lontani. In questo senso, proprio la nostra regione, collocata geograficamente e storicamente al centro del Mediterraneo e quindi luogo di passaggio e di scambio fra culture e popoli, si deve proporre il compito, certamente impari ma non per questo da rifiutare, di porre in evidenza i forti legami che stringono la nostra società e la nostra cultura attuali alle lontane radici dei popoli che hanno vissuto sulle rotte del Mediterraneo le loro esistenze, non solo in un lontano e remoto passato.
Il Mar Mediterraneo, infatti, è sempre stato, attraverso le sue rotte marittime, il principale mezzo di unione tra i popoli ad esso vicini, a partire già dell’epoca preellenica fino ai giorni nostri. Il Mediterraneo ha tenuto in contatto tutti i popoli che si affacciano sul proprio bacino, ha favorito l’egemonia culturale di popoli “illuminati” come i Greci e quella militare dei grandi conquistatori (ad esempio, Macedoni e soprattutto Romani), quella religiosa del Cristianesimo con la sua diffusione in Occidente, fino a riconsegnarci, più tardi, (quasi) tutto il patrimonio culturale, che sembrava irrimediabilmente inghiottito dalla barbarie sopravvenuta al crollo della civiltà antica.
Il Mare Nostrum è stato ed è, quindi, ponte di collegamento non solo tra i popoli che su di esso hanno la fortuna di affacciarsi, ma anche tra tutti quelli che con questi hanno rapporti culturali, in una catena di relazioni che copre il mondo intero.  Esso è stato il veicolo diffusore delle idee e del pensiero umano, importante crocevia in cui si confrontavano cultura e modi di pensare di tre diversi continenti, Europa, Asia ed Africa,  culle (in fasi differenti) della civiltà (non solo di quella occidentale); la sua eredità si trova oggi presente in tutto il mondo ed in quest’epoca, in cui l’Unione tra i popoli d’Europa è una realtà politica di noi cittadini, esso continua a proporsi come punto di riferimento con la sua funzione civilizzatrice, di scambio e di legame con tutti i popoli cui ha dato vita.
Questo numero de “la Ciminiera” è dedicato appunto a queste due manifestazioni, che hanno aperto alla grande la stagione invernale delle attività associative, stagione che proseguirà in ottobre e in dicembre con nuove ed interessantissime iniziative. La struttura di questo numero della rivista è infatti basata principalmente su due delle relazioni che hanno caratterizzato le conferenze sulle “Civiltà del Mediterraneo”, cui è dedicata anche la copertina di questo numero. Le relazioni riguardano sia la vita del Mediterraneo nell’Evo Antico, con riferimenti alle più recenti scoperte archeologiche che hanno, almeno in parte, ridefinito la preistoria del bacino del Mediterraneo, sia la natura, la storia e le ragioni dell’Archeoastronomia, la sua funzione innovativa nel campo della ricerca storica, archeologica ed antropologica, i suoi possibili sbocchi futuri.
Fedele al suo carattere culturale “a 360°”, però, questa rivista non poteva essere dedicata esclusivamente alle molteplici attività dell’Associazione ma, come è sua abitudine, si è aperta come sempre ai contributi provenienti  da intellettuali, calabresi e non, che hanno avuto il piacere di avviare un dibattito culturale con la nostra rivista e di offrire il proprio contributo per ampliare la conoscenza e la ricerca in tutti i campi del sapere.
Bene, ho fatto tardi e credo di aver scritto anche troppo. Vi lascio ora (finalmente, dirà qualcuno) alla lettura della rivista, auspicando che ci seguiate sempre con lo stesso affetto.

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