1997 Novembre 09 – Giornale di Calabria: Conferenza su criminalogia e scrittura

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Giornale di Calabria 09 novembre 1997
Organizzato dal Centro Studi Bruttium di Catanzaro Lido, relatori Cosco e Fiale

Conferenza su criminologia e scrittura

Una interessante conferenza sulla “Criminologia e scrittura” è stata organizzata nei giorni scorsi dal “Centro Studi Brut­tium” con sede a Catanzaro Lido guidato dal presidente dr. Pasquale Natali.
I relatori sono stati il prof. Giuseppe Cosco grafologo e consulente dell’Autorità giudiziaria ed il giudice dr. Aldo Fiale, consigliere della Corte suprema di Cassazione. Dopo un caloroso saluto del presidente Natali, il prof. Cosco ha relazionato sugli aspetti della grafologia, applicata allo studio della personalità criminale. Lo studioso Cosco ha inoltre precisato che la grafologia giudiziaria si occupa dell’indagine di mano scritture. Suo scopo ‑ precisava il grafologo ‑ è la ricerca della verità in relazione alla autenticità di uno scritto manuale ed alla ricerca del falsario, ricerca che il giudice o il P.M. non possono fare da soli, perché esula dalle loro cognizioni. Cosco ha spiegato che l’art. 314 del Codice di procedura penale vieta le perizie intese a stabilire “la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell’imputato” tuttavia, ha detto ancora Cosco,”la dottrina penale è, oggi, piuttosto possibilista ad accogliere la perizia criminologica. Del resto come è possibile, per il Giudice, sottolineava Cosco applicare una pena in relazione al tipo di reato, cioè alla sua gravità, che porta, di conseguenza, a desumere la tendenza a delinquere, se questa non è accettata dallo studio della personalità dell’individuo, che ha commesso il reato?“. Cosco ha anche affermato che dalla scrittura di una persona si possono scoprire molte cose, tra cui, appurare se il soggetto in questione è un di­sonesto. “Saudek, a tal riguardo, ha continuato Cosco, ha precisato che la disonestà si accetta se, nella scrittura che si studia, compaiano almeno tre di dieci segni grafici dei quali il primo e fondamentale è quello di una grafia lenta.
Di seguito ecco gli altri nove segni grafici: scrittura non naturale; perché troppo scolastica e senza vitalità; grafia molle; frequenti ritocchi; lettere tracciate in modo oscuro, cioè una al posto dell’altra; eccesso di punteggiatura. Alzate frequenti della penna; omissione di tratti essenziali delle lettere in una scrittura lenta; enfasi iniziale e le lettere “a”, ” d”, ” g”, ” q”, aperte alla base e tracciate con moto orario”.
Il magistrato Aldo Fiale, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione, ha concluso l’interessantissima serata soffermandosi ad analizzare le eventuali possibilità di utilizzazione della perizia grafologica, con valenza di individuazione caratteriale, nel processo penale in riferimento non soltanto all’imputato, ma alla parte lesa ed ai testimoni. Nel dibattito sono tra i altri intervenuti il preside Ge­rardo Pagano, la poetessa Mari­na Brugnolo, il dr. Aristide Anfosso e il prof. Mario Martora­na.
Numerosa. la partecipazione giovanile che ha seguito con molto interesse i lavori del convegno.

Il Giornale di Calabria – domenica 9/lunedì 10 novembre 1997 – pag. 7

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