1996 – LA CIMINIERA 0 – ANNO I

Leggi/Salva il numero 0 della La Ciminiera – Marzo 1996

La nascita di questo periodico – diretta emanazione del “Centro Studi Bruttium” – rappresenta un momento importante nella vita della nostra Associazione.
Esso, oltre a essere qualificante per il nostro Centro, sarà – e ce lo auguriamo – qualificato da tutti coloro che vorranno partecipare alla sua stesura, con il loro contributo di idee e di proposte.
Questo periodico ha assunto a logos una ciminiera di uno stabilimento, retaggio del passato, e “La Ciminiera” è la sua testata avente a sottotitolo: ieri, oggi e domani.
In esso si tenterà, con vari contributi, di mettere in luce avvenimenti e luoghi della storia di ieri, per non essere dimenticati, ma, principalmente, per proiettarli nel contesto della realtà odierna e nella speranzosa prospettiva del domani.
Ma, primariamente, questo periodico vuole rappresentare un tentativo d’incremento dell’informazione nella nostra Città, vista, possibilmente, da un osservatorio indagatore, acuto ma asettico dagli influenzamenti interessati o del momento.
Certo, la nostra sarà sicuramente una semplice goccia nel latente, e a volte anche assente, panorama dell’informazione.
Ma, goccia a goccia, si formano i ruscelli, i fiumi ed anche … i mari.
Un ringraziamento speciale và a tutti coloro che contribuendo economicamente ci hanno permesso e ci permetteranno di continuare ad uscire regolarmente.


IL PERCHE’ DI UN TITOLO

In molti, tra i nostri lettori, che avranno tra le mani questo giornale si chiederanno del perchè di un titolo: “La Ciminiera“.
Consultando il vocabolario abbiamo che “ciminiera” vuol dire: “alto camino degli stabilimenti industriali“.
Ecco, noi siamo partiti da questa definizione e dall’esistenza di questa costruzione per identificare la nostra “testata” che trova la sua esplicazione nel sottotitolo: “Ieri, oggi e domani“.
La ciminiera rappresenta il “ieri“, periodo nel quale, questo lembo del territorio comunale era pregno di attività industriali.
Vi era la Ledoga, vi era l’Olearia, la S.A.I.C., la Gaslini, tutte attività che facevano riferimento ad un retroterra preminentemente agricolo.
La vita era laboriosa e questa laboriosità era completata da un centro ferroviario, che oltre ad essere di smistamento era il punto di cambio delle locomotive a carbone, ed, inoltre, vi erano pescatori che dalla pesca ne facevano l’unica attività produttiva e di sostentamento.
Poi, lentamente ed inesorabilmente il tutto è scomparso e solo la “ciminiera” della Ledoga è rimasta protesa fieramente verso il cielo sfidando l’usura del tempo quasi a ricordarci quel periodo della nostra storia cittadina.
I tempi, però, sono mutati; la vocazione territoriale si è spostata verso il turismo.
Oggi” la realtà è sotto gli occhi di tutti. E’ inutile avventuraci in una descrizione; sarebbe lo spunto per innescare una facile, fin troppo facile, polemica sul perchè e sul come vi è questa realtà.
E “domani“? Si vive l’oggi sulla speranzosa, positiva prospettiva del domani. Nella speranza che i nostri figli – per non dire noi stessi – si possa riacquistare quella dignità di vivere la nostra città, fieri della realtà, non dell’utopia, e pregna di fattori positivi.
Noi ce la metteremo tutta, anche, perchè siamo “fieri” di essere, prima di tutto, cittadini della nostra Città.

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